Angela Cortese — Pittura Psicosintetica

L'INCONTRO TRA MATERIA E SPIRITO

Pittura Psicosintetica

Sulla soglia sottile dell'invisibile, la materia grezza si fa specchio e transizione. Un'esplorazione estetica ed evolutiva per dare forma al movimento intimo della psiche.

La pittura come spazio di ascolto e trasformazione.

L'incontro tra la pittura astratta e la Psicosintesi genera un campo di esplorazione dove il colore diventa veicolo per dare forma a ciò che dentro di noi cerca un ordine. Sulla tela, le tensioni interne trovano una forma: non si annullano, ma si compongono in una sintesi tra elementi in apparente contrasto. Dipingere diventa così un gesto di conoscenza di sé.


Origine

Ispirato alla visione di Roberto Assagioli, fondatore della Psicosintesi, il lavoro parte da un'idea precisa: la nostra personalità non è un blocco unico, ma un insieme di parti — quelle che Assagioli chiama subpersonalità — spesso in conflitto tra loro, che cercano una sintesi superiore. La pittura non descrive la realtà esterna: mappa questo lavoro interiore, dando forma visibile all'incontro, e talvolta allo scontro, tra queste parti.


Il Processo e la Materia

Ogni opera si sviluppa attraverso stratificazioni successive. Gesso, sabbia e pigmenti puri creano una superficie materica e imperfetta, specchio delle nostre resistenze e delle nostre ferite. Grattare via la materia, sovrapporre velature, incidere la superficie: ogni gesto fisico traduce un movimento psicosintetico di disidentificazione e nuova creazione.


Cosa Resta Aperto

Le composizioni non cercano una perfezione statica, ma un equilibrio instabile. È in questa incompletezza che si attiva la risonanza con chi guarda: l'opera si completa nell'incontro, quando chi osserva vi proietta il proprio vissuto.Ti invito a sostare davanti a queste tracce, e ad ascoltare cosa si muove, in te, guardandole.